|
La decadenza del calcio europeo |
|
Sport
|
Da Il manifesto del 20 giugno 2010
Ora, magari, tutto tornerà nella norma perchè, nel gioco del calcio, basta un rimbalzo, una deviazione imprevedibile, per cancellare tutte le teorie e l'indiscutibilità di una tattica. Ma, certo, dopo la prima settimana di partite del mondiale sudafricano, appare chiara la crisi, se non addirittura la decadenza delle potenze calcistiche europee, quelle che con il Brasile avrebbero dovuto dominare il torneo. La Francia che solo dieci anni fa dominava, allenata ora dall'improbabile Domenech, è praticamente già eliminata dopo la debacle con il rampante Messico. La Spagna campione continentale in carica, prodotto de las canteras, dei vivai di Barcellona e Real Madrid, industrie apparentemente senza limiti di spesa, è stata sconfitta dalla modesta Svizzera multietnica e deve recuperare nelle partite con Cile e Honduras. L'Inghilterra che sembrava rifondata da Fabio Capello ha racimolato finora due deludenti pareggi con Stati Uniti e Algeria e per entrare negli ottavi di finale, dovrà giocarsi la vita contro la Slovenia. La Germania, partita con una squillante vittoria sull'Australia, è stata superata poi dalla Serbia e ora rischia anch'essa l'eliminazione. La stessa Italia, infine, non ha brillato nell'esordio contro il Paraguay finito 1 a 1. |
|
Leggi tutto...
|
|
Lodissea dei cinque cubani che smascherarono il terrorismo Usa |
|
America Latina
|
Articolo apparso il 16 maggio, su Il Fatto quotidiano, con il titolo “I cubani che scoprirono il terrorismo Usa” Caro Direttore, questa volta ti chiedo spazio per raccontare una storia emblematica che spiega quanto sia crudele l'embargo Usa nella vita di Cuba. Alla metà degli anni ’90 le attività terroristiche dei gruppi che dalla Florida e dal New Jersey organizzavano attentati e provocazioni lungo le coste di Cuba, con la complicità della famigerata Fondazione cubano-americana di Miami, erano diventate così numerose e pericolose che il governo de l’Avana fu costretto a prendere due decisioni fondamentali. La prima fu quella di infiltrare, nelle maglie della società nordamericana, cinque agenti dell’intelligence che, rinunciando per un lungo lasso di tempo alla loro vita personale e rompendo ufficialmente con le loro famiglie e il loro paese, cercassero di scoprire dove nasceva l’eversione per poterla neutralizzare. |
|
Leggi tutto...
|
|
Cosa c'č dietro la nuova campagna contro Cuba |
|
America Latina
|
Questo articolo è stato pubblicato oggi (22 aprile 2010) su Il Fatto QuotidianoCaro Direttore, approfitto della tua disponibilità a ospitare voci fuori dal coro per riflettere su un tema, Cuba, che mi appassiona e che conosco in profondità. Da dieci anni, infatti, dirigo la rivista Latinoamerica (www.giannimina-latinoamerica.it), con l'aiuto di scrittori, poeti e premi Nobel di una parte di mondo che sta cambiando pelle e che per questo in Europa è spesso raccontata con pregiudizio. Il Corriere della Sera, ad esempio, per tre volte in due settimane, con le firme di Pierluigi Battista, Elisabetta Rosaspina e Angelo Panebianco, si duole che la campagna scatenata recentemente contro Cuba dopo la morte del detenuto Orlando Zapata in seguito ad uno sciopero della fame, non abbia suscitato un coinvolgimento dell’opinione pubblica italiana, e in pratica chiede sanzioni. L'accanimento del Corriere della Sera è singolare, specie considerando che il giornale più diffuso d'Italia ignori, nello stesso tempo, notizie inquietanti sull’America latina (la mattanza di giornalisti in Messico con 15 morti quest'anno e 12 l'anno precedente, o il ritrovamento in Colombia della più grande fossa comune del Sudamerica con duemila vittime) mentre non da requie a Cuba. E’ iniziata evidentemente una campagna alla quale non si sottrae nessuno e che a volte sfiora il grottesco. Wired, per esempio, è una rivista patinata delle edizioni Condé Nast, interessata ai nuovi media e alle nuove tecnologie. Nell’ultimo numero dell’edizione italiana ci sono una dozzina di pagine su Yoani Sanchez, bloguera di moda per la quale si è speso con un appello anche Il Fatto Quotidiano. |
|
Leggi tutto...
|
|
Quello che Fassino non sa, e dovrebbe sapere, sull'America latina |
|
America Latina
|
 Non mi stupisco che l’onorevole Fassino, ex segretario di coloro che si dicevano comunisti, sia stato il primo ad aderire all’appello di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera perché venga intensificato l’assedio che gli Stati uniti, continuando la linea decisa da Bush Jr, hanno recentemente inasprito nei riguardi di Cuba, usando l’ambiguo argomento dei diritti umani. Fassino, come buona parte di quella che era la sinistra italiana, non ha mai capito molto dell’America latina, nè dei diritti delle popolazioni del Sud del mondo e delle loro battaglie per la sopravvivenza, per scrollarsi di dosso la prepotenza del mondo occidentale. Quando nell’ottobre del 2003 guidò la delegazione italiana al congresso dell’Internazionale socialista a San Paolo del Brasile, la prima cosa che Fassino fece, per esempio, prima ancora di proporre una strategia di indipendenza e di riscatto per i Paesi del Sud del mondo, fu quella di sollecitare un documento di critica alla rivoluzione cubana. Fece una figuraccia, perché fu lo stesso Lula Inacio da Silva, padrone di casa perché eletto un anno prima presidente del Brasile, a dire: “Non se ne parla nemmeno. Cuba, per noi latinoamericani è stata ed è, pur fra tante contraddizioni, un esempio di resistenza e dignità in un continente dove il neoliberismo ci costringe a lottare per la sopravvivenza.” |
|
Leggi tutto...
|
| |