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Editoriale del LA 109 prossimamente in uscita |
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America Latina
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In questo numero 109 di Latinoamerica voglio segnalare due storie emblematiche che sottolineano l’incongruenza e la contraddizione che caratterizzano l’informazione occidentale ed evidenziano quanto sia addirittura imbarazzante il modo di comportarsi dei nostri media. Storia 1: Haiti va aiutata o annessa? A meno di 24 ore dalla catastrofe che ha disintegrato la già poverissima isola caraibica di colonizzazione francese, i 344 medici e specialisti della salute cubani che, in 227 dei 337 comuni del paese aiutano e curano da tempo, quotidianamente, quella martoriata umanità, erano già intervenuti in più di mille emergenze. Solo tre di loro erano feriti. Nello stesso frangente stava già arrivando a Port au Prince, con due ospedali da campo che si sarebbero collocati a fianco degli ospedali pubblici crollati, un altro gruppo di volontari, che avrebbe portato a circa mille il numero dei cooperanti cubani del settore della salute. |
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America Latina
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Da il Manifesto del 6 dicembre 2009 
Versione integrale L’annuncio dell’accordo degli Stati Uniti con la Cina, che rinvia la riduzione delle emissioni di biossido di carbonio da parte delle due più grandi nazioni inquinatrici dell’atmosfera e che vanifica ogni speranza del resto dell’umanità di scongiurare nei prossimi vent’anni i disastri ambientali che incombono sui nostri destini, non ha molto preoccupato la grande informazione occidentale, e nemmeno la constatazione, dopo il vertice Fao, che i milioni di morti per fame aumenteranno a breve per l’egoismo e la cinica noncuranza delle cosiddette “nazioni forti”. |
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America Latina
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da Il Manifesto del 22/10/2009 In un’Italia dove è stato salutato come una conquista l’essersi aggiudicati la casereccia Expò di Milano nel 2015, una vittoria padana che ha il sapore del «vorrei ma non posso», ha sorpreso più che altrove la notizia che il Brasile, la nazione del Carnevale, dei calciatori costretti ad emigrare in occidente, dei bambini di strada e di un presidente ex tornitore della Volkswagen, si sia aggiudicata l’organizzazione dei mondiali di calcio nel 2014 e delle Olimpiadi nel 2016, battendo la candidatura della Chicago di Obama. |
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PREMIATI I SEGNALI DI OBAMA IN AMERICA LATINA |
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Newsflash
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Onestamnete appare un pò forzato il Nobel della Pace assegnato a Barack Obama perchè sembra quasi che si sia voluto premiare preventivamente l’inusuale realtà, negli ultmi anni, di un nuovo presidente degli Stati Uniti che non annunci o minacci una guerra. Fa tristezza dover fare questa riflessione per il paese leader delle democrazie occidentali, ma nello stesso tempo questa constatazione regala speranza, per un futuro che solo un anno fa era segnato dalle politche guerrafondaie di George W. Bush e del suo vice presidente Cheney, grande azionista della Halliburton, la multinazionale che ha ottenuto più appalti nei conflitti in Iraq e in Afghanistan. Senza contare che l’anno scorso negli Stati Uniti era ancora vigente la legge che autorizzava la tortura per i sospetti di terrorismo e la legge che aboliva l’Abeas corpus, cioè un adeguato diritto alla difesa, due orrori sospesi (ma non ancora cancellati) proprio da Obama, come primo atto del suo mandato. |
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Premiati i segnati in America Latina |
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Newsflash
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SE UN PRESIDENTE USA NON ANNUNCIA GUERRE. Onestamnete appare un pò forzato il Nobel della Pace assegnato a Barack Obama perchè sembra quasi che si sia voluto premiare preventivamente l’inusuale realtà, negli ultmi anni, di un nuovo presidente degli Stati Uniti che non annunci o minacci una guerra. Fa tristezza dover fare questa riflessione per il paese leader delle democrazie occidentali, ma nello stesso tempo questa constatazione regala speranza, per un futuro che solo un anno fa era segnato dalle politche guerrafondaie di George W. Bush e del suo vice presidente Cheney, grande azionista della Halliburton, la multinazionale che ha ottenuto più appalti nei conflitti in Iraq e in Afghanistan. Senza contare che l’anno scorso negli Stati Uniti era ancora vigente la legge che autorizzava la tortura per i sospetti di terrorismo e la legge che aboliva l’Abeas corpus, cioè un adeguato diritto alla difesa, due orrori sospesi (ma non ancora cancellati) proprio da Obama, come primo atto del suo mandato.
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