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America Latina
Se l'Unione Europea č disonesta con Cuba Stampa E-mail
Latinoamerica n.101, n.4, ott/dic 2007

Verso la fine di novembre del 2007, a Hialeah, una cittadina satellite di Miami, in Florida, è stata presentata, con tutti i fasti della moderna comunicazione (c'era il sindaco e tante altre autorità politiche) una mostra di quadri di Luis Posada Carriles, il terrorista più pericoloso dell'America Latina, presente all'evento insieme al suo socio in attentati Orlando Bosh.

Insieme, i due vecchi compari, nell'ottobre del 1976, avevano fatto in modo che, su un volo di linea della Cubana de Aviación, da Caracas a L'Avana, fosse collocata durante lo scalo alle isole Barbados, una carica di esplosivo che aveva sbriciolato il velivolo, causando la morte di settantatre passeggeri, crimine per il quale i due mandanti dell'eccidio non hanno mai pagato. (...)

L’articolo completo potrà essere letto nel libro Politicamente scorretto 2 edito prossimamente da M. Tropea Editore.

 

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L'America latina oggi, figlia della resistenza di Cuba e dell'utopia del Che Stampa E-mail
Latinoamerica n. 100, n. 3, lug/set 2007

Lula Ignacio da Silva, al secondo mandato come Presidente del Brasile tornato ad essere nazione leader del continente latinoamericano, lo ha dichiarato in modo esplicito: la richiesta più urgente che l’America latina farà a Barack Obama, il primo presidente afro-americano eletto negli Stati uniti, non appena prenderà possesso del suo incarico, sarà quella di cancellare per sempre l’antistorico ed immorale blocco economico a Cuba che i governi di Washington praticano ormai da mezzo secolo e che l’Onu ha condannato a novembre 2008 per la diciassettesima volta consecutiva. (...)

L’articolo completo potrà essere letto nel libro Politicamente scorretto 2 edito prossimamente da M. Tropea Editore.

 

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Il difficile esercizio di raccontare con onestā Cuba e il suo leader Stampa E-mail
Latinoamerica n. 100, n. 3, lug/set 3007

Il numero 100 di una rivista che si chiama Latinoamerica, e che all'inizio si chiamava Cubana, non poteva che dedicare le pagine del settore “Analisi” a Fidel Castro, nel bene e nel male il massimo protagonista della rivoluzione cubana che ha fatto assurgere, negli ultimi cinquant’anni, un’isola dei Caraibi a caso politico mondiale e a laboratorio ideologico della Sinistra, non meno influente di quanto lo fu, all’inizio del secolo passato, quello che Lenin mise in marcia in Russia e nel mondo.

Una realtà assolutamente impensabile, che ci ha posto il problema di come raccontare questa anomalia che resiste da mezzo secolo, di quali voci scegliere per farlo e anche di quale dovesse essere il nostro atteggiamento, visto che il pregiudizio, istillato dagli Stati Uniti e che ha influenzato tutta l’informazione occidentale dagli anni ‘60 ad oggi, non ha impedito al leader cubano di diventare un protagonista del secondo Novecento. Anzi, smentendo quel pre-giudizio, Fidel, contro ogni previsione, è riuscito nell’impresa di fare di Cuba, al contrario di quasi tutte le altre nazioni latinoamericane, un paese povero ma non misero, dove gli standard di media di vita, di mortalità infantile, di istruzione, di cultura, di pratica sportiva possono rivaleggiare con quelli di paesi economicamente più attrezzati, e dove, anche se il trattamento nei riguardi di alcuni settori della dissidenza alla Rivoluzione è discutibile, è palese che i diritti fondamentali per un essere umano [casa, alimentazione, educazione, assistenza sanitaria] sono assicurati, a differenza di quanto succede in buona parte del mondo, anche di quello più ricco, come conferma, per esempio, la precarietà della vita dei ghetti delle città nordamericane. (...)

L’articolo completo potrà essere letto nel libro Politicamente scorretto 2 edito prossimamente da M. Tropea Editore.

 

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La scuola fotografica cubana Stampa E-mail
Latinoamerica n.100, n.3, lug/set  2007

Fra i meriti della rivoluzione cubana, pur con tutti i suoi limiti, è indiscutibile quello di aver liberato la creatività della nuova società alfabetizzata, permettendole di affermarsi in vari campi dell’arte. Dalla fondazione dell’Icaic [Istituto cubano di arte e industria cinematografica] alla nascita, legata proprio all’attività del-la nuova fabbrica delle immagini, del Gruppo di sperimentazione sonora, diretto dal grande chitarrista Leo Brower, che rivelò cantautori come Silvio Rodríguez e Pablo Milanés, presenze fino ad allora inusitate nella pur variegata musica cubana, all’intuizione proprio del Che, di creare un laboratorio letterario come Casa de las Américas, fin dall’inizio guidato da Roberto Fernández Retamar e, da allora, culla della nuova letteratura latinoamericana che ha conquistato il mondo.

Per questo era ridicolo leggere, qualche giorno fa su la Repubblica, Carlos Franqui, teso a far passare l’idea, partendo dall’ultimo cd di Gloria Estefan, storica anticastrista, che la Revolución avesse ammazzato la cultura cubana. (...)

L’articolo completo potrà essere letto nel libro Politicamente scorretto 2 edito prossimamente da M. Tropea Editore.

 


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