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Carovane 2003, per capire le ferite del mondo Stampa E-mail
"Libertà", 12 settembre 2003

Daniel Viglietti, grande cantautore uruguajano che venerdì sera ha toccato la memoria e il cuore delle migliaia di cileni riuniti nello stadio Nazionale, per l' omaggio a Salvador Allende, a 30 anni dal suo assassinio, canterà questa mattina, nella Sala consigliare della Provincia di Piacenza, i versi di Mario Benedetti, compatriota e poeta emerito del continente latino americano insignito del Premio Nicolas Guillen.

E' il segno di un respiro internazionale ormai acquisito della settimana culturale Carovane capace di caratterizzarsi con l 'accertata capacità di trarre a piazza Duomo, nella seconda settimana di settembre, testimoni del tempo e poeti che ci aiutano a capire le ferite del mondo e la poesia necessari per sueprarle.

Venerdì, a Santiago, nello stadio degli arresti e delle torture del golpe del '73, davanti a Isabel Allende, figlia di Salvador e attuale Presidente della Camera cilena, hanno cantato questi valori oltre a Daniel Viglietti, anche il brasiliano Gilberto Gil (ora Ministro della Cultura del suo paese), cantautori come Vicente Feliù e Gerardo Alfonso che rappresentano il nuovo vento poetico dell'America Latina ei Quilapayun che con gli Intillimani per anni in esilio, diedero voce alla speranza di riscatto del proprio popolo.

Daniel Viglietti ha girato il mondo negli ultimi anni insieme a Mario Benedetti.

Viglietti con Benedetti, ora ottantaquatrenne, ha fatto una esperienza che è simile solo a quella di Toquinho con Vinicius de Moraes, il poeta che regalò i versi al samba di Antonio Carlos Jobin e di Chico Buarquede Hollanda e alla bossanova di JoaoGilberto. Ma a Benedetti lo unisce anche

l'impegno politico e civile, quello che sottolineerà il prestigioso scrittore argentino Mempo Giardinelli amico da sempre del patriarca Mario.

In un contesto di questo genere è assolutamente appropriato il riconoscimento per l'impegno civile a un religioso come Don Luigi Ciotti che partendo dalle strade di Torino, prima con l'assistenza ai barboni e poi con la lotta alla droga, ha svolto un'opera straordinaria nel tentativo di restituire alla vita molti emarginati.

Dopo Roberto Retamar e Carmen Yanez quindi il Premio Guillen va ad un altro poeta da Nobel, in una linea che premia la poesia ma anche chi il mondo lo racconta con trasparenza.

Piacenza, Carovane sono ormai caratterizzati da questa scelta felice di porre sempre più attenzione alla saggistica oltre che alla poesia. Proprio gli scritti, le riflessioni suggerite dai drammi del nostro tempo scandiscono infatti un programma, lungo una settimana, pronto a passare, nella stessa giornata di oggi, dal dibattito sui "diritti delle persone nell'epoca della globalizzazione" (con Ghe-

rardo Colombo, Giancarlo Caselli e Don Ciotti) al seminario organizzato dalla rivista Latinoamerica , che ho l'onore di dirigere con Alessandra Riccio, sull 'informazione negata. In

questo panorama la realtà latino americana rappresentata anche da Mempo Giardinelli,Dante Liano e Ramon Chao, si confronterà con Wayn Smith, il diplomatico nordamericano che per più di quarant'anni si è occupato di Cuba e che, sul finire degli anni ‘70 per conto del presidente Jimmy Carter trattò una pace sincera con la r evolucion . Proprio giovedì scorso Wayne Smlth è stato ascoltato dalla commissione tesoro del Senato di Washington sui guasti che la scelta dell'odioso embargo ha prodotto anche nella vita economica sociale ed emozionale di parte degli Stati Uniti. Una testimonianza storica che deve fare inorgoglire Carovane e far riflettere chi, spesso anche nei partiti della sinistra italiana, giudica molto superficialmente gli accadimenti del mondo.

Questo percorso scelto da Carovane e che non tralascia il tema delle "guerre infami del

nostro tempo" o quello del "diritto

all 'acqua per un miliardo e mezzo di persone" avrà la sua giornata più densa di emozioni giovedì quando saranno ricordati e analizzati tre diversi settembre che recentemente hanno ferito l' umanità.

La strage di Attica del 1971 dove 36 militanti di movimenti rivoluzionari neri furono uccisi dalla Guardia Nazionale in quella prigione vicino a New York, sarà ricordata da Alessandro Portelli (docente di Letteratura americana alla Sapienza) e da Bruce Jackson che racconterà come, quasi trent'anni dopo, un giudice di Manhattan ha sancito il diritto di un rimborso miliardario per le famiglie delle vittime da parte dello Stato responsabile di quell'inutile carneficina.

Il golpe in Cile subito dopo sarà invece analizzato da Italo Moretti, Maurizio Chierici e da due scrittici cilene come Patricia Verdugo e Patricia Mayorga che, con dolore e coraggio, hanno ricostruito in due libri quell'evento che segnò la fine, per molti anni, di una speranza democratica in America Latina. Infine la strage delle torri gemelle sarà ricostruita da Sam Hamill, poeta pacifista, da Mary Marshall Clarke, che ha ricostruito l'attentato attraverso le testimonianze dei parenti delle vittime nella maggior parte ispanoamericani, neri, umanità dell'altra America e Naafez Mossadeq, giovane studioso inglese che ha analizzato i nefasti meccanismi alla base del feroce attentato. Alla sua indagine si è ispirato Gore Vidal per il suo ultimo saggio “Le menzogne dell'impero”.

Un percorso che giustifica anche il titolo della quarta rassegna di Carovane “Addio alle armi”, il titolo rubato a Hemingway, segnala un rifiuto legittimo all'uso della guerra che nulla risolve e sempre più mortifica invece lo sviluppo umano.

 

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