Home
I sacrosanti diritti della famiglia del Che Stampa E-mail
Latinoamerica n.93, n.4, ott/dic 2005 già Il Manifesto, 31 agosto 2005

Non seguirò Roberto Massari nella sua mediocre polemica su chi ha il diritto di gestire e commercializzare le opere letterarie di Ernesto Che Guevara, perché non mi interessa partecipare al tentativo palese, ma per fortuna perdente, di alcuni mezzi di informazione italiani di sbiadire l'immagine di uno dei pochi protagonisti del secolo appena terminato i cui meriti superano i suoi umani difetti. Lo faccia Massari se ne ha lo stomaco. Io, che rifiuto la retorica per la quale gli scritti del Che (non le idee) possano diventare di proprietà di chi si arroga questo privilegio, non ho dubbi che la moglie e i figli di Ernesto Guevara siano gli unici ad avere il diritto di gestire la proprietà letteraria legata ai saggi del marito e padre, utilizzando i consiglieri che più sentono affidabili.

Ed è abbastanza naturale, con la storia che hanno vissuto, che sentano più affidabili i vecchi compagni d'arme e d'avventura del Che, ora ancora attivi nella rivoluzione cubana, invece di altri studiosi, sicuramente emeriti, ma che percepiscono lontani dalla loro sensibilità politica e umana. Perché la moglie e i quattro figli di Guevara, anche se buona parte della sinistra europea lo dimentica, hanno scelto di stare a Cuba e di condividere, nel bene e nel male, le sfide della rivoluzione. È profondamente scorretto far aleggiare quindi la parola «privatizzazione», come fa Massari, solo perché tornano finalmente nella disponibilità dei Guevara i diritti di cui tanti editori hanno fatto commercio in questi anni senza pagare un centavo , approfittando della generosità dello stato cubano e della famiglia Guevara. Questa pretesa di fare a meno della famiglia fu la ragione che mi fece dimettere con una lettera affatto misteriosa di cui posseggo copia e che fu mandata per raccomandata) dalla fondazione creata da Massari, che per un anno, nel '98, ha continuato a inserirmi fra i suoi componenti, anche se a voce avevo già detto molte volte di volerne uscire.

Piaccia o no a Massari è alla famiglia e alla rivoluzione cubana, per diritto di sangue e per diritto di condivisione di ideali politici, che competono le scelte sulla pubblicazione dell'eredità letteraria di Ernesto Guevara. Se l'obiettivo è continuare a far circolare le idee del Che il problema non sta nel legittimo ritorno dei diritti alla famiglia, che finalmente con queste risorse ha potuto creare un centro studi attrezzato, impossibile quando chiunque pubblicava manoscritti del Che senza chiedere il permesso a nessuno.

fl problema, in realtà un obiettivo, è quanti esseri umani l'etica del Che catturi. E se in un paese quei diritti letterari, su sollecitazione del mercato, li compra un editore che ha l'incubo dei comunisti, la soddisfazione è ancora più grande.

Per quanto riguarda invece gli argomenti di Antonio Moscato, che pure dice di non condividere tutte le tesi di Massari, mi lascia comunque perplesso l'affermazione che l'accordo di Ocean Press (editore australiano a cui i Guevara hanno affidato la circolazione delle opere del Che) con la Mondadori sia stato fatto per bloccare un libro critico di Moscato stesso, che aveva potuto fotocopiare 600 pagine dell'archivio dei Guevara. Suvvia professore, non crede di eccedere in autoreferenzialità? E perché le pareva giusto utilizzare in modo così vasto l'archivio di una famiglia?

Recentemente Fidel Castro, in un incontro con autori e alcuni editori partecipanti alla Fiera del libro dell'Avana, alla quale ero presente, riferendosi alle critiche del Che all'Unione Sovietica («Ci sono nazioni comuniste che in economia si comportano con i paesi poveri esattamente come quelle capitaliste»), spiegò: «Il Che aveva assolutamente ragione. Ma la rivoluzione cubana sa cos'è la gratitudine e per anni, d'accordo con Aleida March, abbiamo rinviato la pubblicazione del libro di critica del Che al Manuale di economia politica dell'Accademia delle scienze dell'URSS, perchè ci sembrava ingeneroso dare, all'Unione Sovietica che scompariva, ma che ci aveva aiutato a sopravvivere, una legnata in più. Il libro comunque, quanto prima sarà diffuso». Moscato Moscato pone il problema di possibili censure dovute agli interessi politici di Cuba Mi viene spontanea una domanda. Forse gli Stati Uniti, che hanno commesso peccati politici ben più imbarazzanti come il Piano Condor, l'assassinio di Kennedy o le guerre in Iraq, hanno per caso reso pubblici i dossier sconvenienti per le loro strategie? E lo ha fatto l'Italia delle sette stragi di stato? È strano come Cuba, un'isola dei Caraibi, anche per una parte consistente della sinistra, debba avere più obblighi con la storia di quelle nazioni che si autodefiniscono civili e democratiche. Ci hanno pensato Roberto Massari e Antonio Moscato mentre esprimevano il loro disappunto?

L'approccio con l'argomento Che Guevara richiede sensibilità e rispetto. Valori che ho tenuto presenti nell'unico documentario che ho girato, dodici anni fa, su Ernesto Guevara, con il contributo di Pombo e Urbano, compagni del Che sopravvissuti all'epopea in Bolivia, della figlia Aleida e di alcuni intellettuali latinoamericani come Galeano, Solanas e Luis Puenzo, un'opera sugli ultimi giorni del «guerrigliero eroico» che, insieme a quelle sul Subcomandante Marcos, Rigoberta Menchù, Maradona e Sergio Leone, saranno presentate a New York in una personale che il Tribeca Film Festival dovrebbe dedicarmi l'anno prossimo. Molti anni dopo ho ottenuto il permesso da Robert Redford di realizzare, con l'aiuto di Loredana Macchietti e di Massimo Vigliar, In viaggio con Che Guevara , un'opera basata sui ricordi di Alberto Granado, l'amico più caro del Che, al quale Redford stesso, produttore de I diari della motocicletta , aveva fatto un regolare contratto, prontamente saldato come si conviene.

Insomma, non è in discussione il diritto di lavorare su certi temi, è in discussione il diritto di farlo con materiali che non sono nostri o non sono stati ceduti dai legittimi titolari.
 

 

< Precedente   Prossimo >
Chi č online
Abbiamo 16 visitatori online
GME Shop

Warning: mysql_fetch_row(): supplied argument is not a valid MySQL result resource in /web/htdocs/www.giannimina.it/home/stats/php-stats.recphp.php on line 466