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SIAE, l'affaire del commissariamento Stampa E-mail
Il Manifesto, 24 Marzo 2005 

Mi fa piacere che il Manifesto abbia pubblicato l'altro ieri la lettera scritta, con stile e classe, dall'avvocato Rienzi, che si definisce portavoce del Codacons, perchè in questo modo diventa palese il livello di mediocrità al quale la suddetta associazione ha scelto di trascinare il tentativo in atto in questi ultimi mesi, di condizionare o accaparrarsi la Siae.

Delle miserande accuse e delle offese contenute nella sua lettera l'avvocato risponderà nelle sedi competenti. Voglio solo aggiungere che tentativi minacciosi, come quelli portati avanti da Rienzi e dal Codacons in questi mesi, appaiono, ora più che mai, come un lavoro complice per aiutare il governo a tornare a commissariare la Siae, dopo meno di due anni, senza alcuna ragione valida. Salvo quella di favorire quella parte di An che ha deciso di assaltare la diligenza rappresentata dalla Società degli Editori e degli Autori. Il Codacons e le truppe sparse interessate a questo accadimento, pare saranno accontentate oggi dal Consiglio dei Ministri, dopo che Urbani, responsabile del dicastero dei Beni Culturali che vigila sulla Siae, confermando in questo frangente il suo equilibrio e non essendo evidentemente d'accordo su questa soluzione, ha deciso di passare la decisione al governo nella sua interezza. Non c'era infatti più modo di giustificare il pervicace rifiuto con cui il suo vice-ministro Martuscello, che ha la delega sulla Siae, si negava a dar corso alla rielezione del presidente Franco Migliacci e dei consiglieri Natale, Cecchini e Cugia, votati nuovamente dall'Assemblea sin dal 21 dicembre 2004.

Il tentativo di far credere che il commissariamento fosse inevitabile per presunte sofferenze nel bilancio preventivo della Siae è stato smentito l'altro ieri dall'assemblea rappresentante gli iscritti, che hanno chiesto direttamente al presidente del Collegio dei revisori dei conti, prof. Giancarlo Settimi, e al sostituto presidente della Società, Silvano Guariso (che nell'attuale Siae decapitata governa con l'apporto fondamentale dei tre consiglieri di nomina governativa), di dare spiegazioni sull'argomento. “E' stato chiarito – come sottolinea un comunicato stampa ufficiale della Siae – che non esistono elementi ad oggi prevedibili che possano concorrere a determinare perdite nel bilancio.” Inoltre, il presidente dei revisori ha dovuto confermare che “il Ministero delle Finanze, in data 21 febbraio 2005, ha approvato il contenuto del bilancio preventivo della Siae che presenta un risultato positivo di 58mila euro.” Per questo L'Assemblea, oltre a richiedere all'unanimità che siano resi pubblici questi dati, ha smentito ogni notizia o ipotesi di sofferenze economiche nei conti della Siae e quindi ha respinto “ogni ventilata possibilità di commissariamento della società”.

Pare che il governo, così come fece per la Rai, non se ne dia per inteso. L'altro ieri, in assemblea, gli iscritti hanno dovuto apprendere invece, con sconcerto, che il prof. Profita, direttore generale catapultato alla Siae dal governo stesso con un colpo di mano, ha ritenuto opportuno volare al Festival di Sanremo con un aereo privato, di cui è arrivata fattura alla Siae e che, non si sa perchè, abbia deciso di viaggiare con una macchina munita di lampeggiante e paletta, mentre è stato sollecitato agli autisti Siae, di munirsi di porto d'armi. Forse l'avvocato Rienzi, che ha presentato alla Siae parcelle per 570.000 euro per prestazioni professionali durante il commissariamento del prof. Masi e delle quali un giudice giudicherà la congruità, dovrebbe avere una maggiore continenza nell'esprimersi.

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